Come pubblicare un ebook su Amazon

Era da un sacco che volevo rendere disponibile in formato ebook il mio ultimo libro e finalmente mi sono spigrito ed eccolo disponibile. Già, perché pubblicare un ebook (su Amazon nel caso specifico) è solo questione di un attimo di pazienza e qualche piccola attenzione. Poi detto fatto si è nel più grande store al mondo con ebook che oltre a essere letto su Kindle (l’ereader di casa Amazon) può essere letto anche da pc (con un qualsiasi software gratuito di lettura ebook - o anche conversione come Calibre) e da smartphone e tablet grazie alle App di Amazon dedicate.

Le potenzialità sono quindi enormi sulla carta (e soprattutto sullo schermo ;)) e le storie che vengono dal mercato più maturo anglosassone raccontano di autori fai da te che hanno venduto migliaia di copie facendo anche dei bei gruzzoli. Perché non c’è l’intermediazione dell’editore e del distributore  e l’unico che si prende una fetta dei guadagni oltre all’autore è Amazon (che si tiene il 30% per piattaforma etc). Diritti del 70% non si sono mai visti e così i prezzi degli ebook possono calare (ed essere molto ma molto inferiori a quelli degli altri store in generale - offerte escluse - e in particolar modo a quelli su iBooks).

Realizzare un ebook è semplicissimo, la guida di Amazon in italiano semplice e chiara in ogni sua parte. Io ho scelto la via di partire dal file Word creando un sommario con Word stesso e utile perché sul Kindle o sulle app ci si possa muovere tra una sezione e l’altra del testo (e comunque non è obbligatorio, potete anche caricare un libro senza sommario). Fatto questo e creato un account Kindle direct publishing con tutti miei dati, ho caricato il libro (di cui dovete avere i diritti ovviamente. Io ne avevo parlato con il mio editore e avendo i diritti digitali dell’opera non c’è stato problema) e poi la copertina, e dopo un paio di giorni per l’approvazione eccolo in vendita. 

Il prezzo  per l’ebook che ho scelto? Il più basso possibile che potevo (il prezzo dipende dalla dimensione del file che caricate e poi c’è da considerare anche l’iva) ovvero 2,68 euro mantenendo la royalty al 70%.

Prezzo ebook

Così andando al link di Cenerontola, principessa all’arrembaggio su Amazon potete acquistare il libro in formato digitale ad un prezzo del 79% inferiore a quello cartaceo.

Tre appunti importanti sulla pubblicazione dell’ebook:

- prima di pubblicarlo date un occhio all’anteprima dell’ebook che potete scaricare (se non avete un lettore potete utilizzare il sopra citato Calibre su un qualsiasi pc). E comunque sappiate che è possibile modificare il file in qualsiasi momento, anche mentre il libro è in vendita;

- potete scegliere voi se inserire i DRM sul file che verrà scaricato oppure no (Amazon consiglia di non inserirli se vogliamo “dare visibilità al lavoro”, tradotto Amazon ammette che il pirataggio aiuta la diffusione…);

- attenzione al peso delle immagini inserite nel libro. Rischiano di rendere talmente pesante il file che il prezzo potrebbe esserne condizionato nell’opzione Royalty al 35% (da scegliere se volete tenere un prezzo basso oppure se non potete soddisfare la richiesta di Amazon per il 70% che vuole l’esclusiva del prezzo più basso al mondo e la commissione di un tot per ogni scaricamento, ovvero pochissimi centesimi).

Quando si viene pagati? Via assegno o trasferimento bancario ogni 10 euro. E ogni transazione è tracciata attraverso un pannello di controllo in cui l’autore può visualizzare tutto lo storico delle vendite.

E per chiudere veniamo all’esperimento. Ho caricato il libro 2 settimane fa senza dirlo a nessuno per vedere se per caso il solo fatto di essere su Amazon ad un prezzo bomba faceva un qualcosa. Risultato? Nessuno ovviamente. La conferma pratica che è solo uno strumento, col vantaggio di essere democratico e accessibile a tutti indipendentemente dalla qualità del testo (e qui si potrebbe discutere anni…).

ebook Cenerontola

Cosa scrivere su Facebook

Per la rubrica dedicata alla scrittura sul web o web writing che dir si voglia, un interessante studio interno realizzato da Facebook stesso (e pubblicato su Facebook studio) conferma quella che sembra la non scoperta del secolo, eppure finalmente ci da in mano una sana motivazione dalla fonte per far capire alle aziende di cosa conviene parlare e quali sono i contenuti che creano coinvolgimento e passaparola.

Per la mia esperienza di social coso (che gli amici, quando dico che mi pagano anche “per scrivere per altri su Facebook”, fan sempre una faccia forse giustamente strana) le aziende infatti hanno la tendenza a fare di Facebook un luogo di chiacchere da bar. E così spuntano quei post dove si vedono “Buongiorno e buonasera”, “cosa avete fatto il weekend?”, posting di video musicali o gossip vari. Ma può essere questa strategia editoriale spesso richiesta utile alla causa?

Lo studio di Facebook (che ha monitorato per settimane i profili di 23 brand) ha dimostrato come il vero coinvolgimento si ottenga solo quando si scrive su Facebook dei propri prodotti e servizi e del proprio marchio. D’altronde l’utente ha cliccato mi piace perché ama un qualcosa e non perché vuole sentirsi augurare buon weekend dalla sua marca di fazzoletti da naso preferita ;)

E se volete ottenere dei “Mi piace” e delle condivisioni non fate i timidi, chiedete ai fan se gli piace o meno il vostro contenuto e di diffonderlo ai propri amici (certo c’è il rischio che vi rispondano di no, ma chi non rischia non socializza ;)).

E poi non solo aggiornamenti scritti ma tanti contenuti multimediali e foto, foto e ancora foto.

Andando oltre lo studio di Facebook (banale ma fino a un certo punto) lancio una mia personalissima (e discutibilissima nei commenti sotto ;)) checlist di cose da fare prima di scrivere un qualsiasi cosa su Facebook (che spesso guarda caso sconfina nella scrittura creativa) dedicata a chi scrive su Facebook per mestiere:

- so cosa voglio scrivere (ho una strategia editoriale?);

- qual è il mio stile di scrittura (con che voce parlo ai miei fansi?);

- posso scriverlo sotto forma di immagini? (un infografica, un bannerone… );

- quello che scrivo potrebbe offendere un qualsiasi qualcuno?

- scrivo perché voglio vendere o scrivo perché voglio parlare con qualcuno (e magari anche ascoltare)? 

- scrivo solo quando ho veramente qualcosa da dire?

- sto scrivendo per chi potrebbe leggere anche e soprattutto da un cellulare o ha solo un attimo per farlo?

- a che ora scrivo?

- ma non è che sto scrivendo le stesse cose usando le stesse 20 parole? (ora con la timeline delle pagine posso andare a vedere nel passato e verificare)

- son sicuro che scrivere inglese faccia sempre cool?

- do un occhio a quanti piace quello che scrivo e cosa gli piace di più?

ps: ecco invece il post di qualche tempo fa per chi vuole o deve scrivere su Twitter.

Applicazione iPhone per allenare la scrittura

Parole a portata di dito? Detto e scaricato, tutto in un’applicazione iPhone e iPad molto ben curata dal costo di 79 centesimi. 

Il principio è quello del tetris applicato alla combinazione di lettere per creare delle parole. Perfetto per allenarsi a non utilizzare nella propria scrittura i soliti 200 termini del vocabolario quotidiano. E anche per distrarsi, cosa che per uno scrittore fossilizzato su una pagina bianca è aria pura e fresca.

L’applicazione si chiama SpellTower e il video di seguito spiega per bene come funziona. C’è la modalità Tower dove con 150 caratteri fissi bisogna cercare di realizzare più parole di senso compiuto, la modalità Puzzle dove si aggiunge una riga per ogni parola completata e non bisogna arrivare fino al limite, la modalità Rush dove le righe salgono a tempo per velocisti del dito e della grammatica, la modalità Night per chi vuole giocare con un feeling diverso da gufo, e infine si può giocare l’uno contro l’altro. 

Purtroppo come da video è in inglese ma lo scrittore moderno è digitale e anche internazionale no? E poi può essere un’app interessante per le prof. di inglese che vogliono lavorare sul lessico in classica.

Concorso di scrittura sensibile

Pubblico con molto piacere il bando di un concorso di scrittura sensibile arrivato in redazione. Si tratta di un concorso a partecipazione gratuita, realizzato in collaborazione con la Scuola Holden di Torino, prevede una pubblicazione dei racconti selezionati e c’è tempo fino al prossimo 15 giugno per partecipare.

Il concorso di scrittura è stato lanciato dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia “San Luigi Gonzaga” dell’Università degli Studi di Torino e dal Servizio IESA (Inserimento Eterofamiliare Supportato di Adulti) dell’Azienda Sanitaria Locale TO3.

Non è solo rivolto a persone che hanno o hanno avuto un’esperienza più o meno diretta di inserimento eterofamiliare supportato di una persona seguita dai servizi psichiatrici, ma è aperto anche a chi hanno una passione per la scrittura, associata ad una sensibilità per lo IESA.

Di seguito anteprima del bando, per scaricarlo e saperne di più con tutti i riferimenti della segreteria e le specifiche per la partecipazione clicca qui.

bando concorso scrittura